PREMIO LIMINA

PREMIO LIMINA 2017

I soci della Consulta Universitaria del Cinema sono invitati a partecipare alla Giuria del “Premio Limina” per il miglior libro italiano di cinema. Ciascun socio può esprimere una sola preferenza per ognuna delle seguenti categorie:

  • Miglior libro italiano di studi sul cinema
  • Miglior traduzione italiana di un importante contributo agli studi cinematografici

I testi eleggibili devono essere apparsi in Italia nel corso dell’anno 2016. Le pubblicazioni di cui i soci ci hanno inviato segnalazione sono elencate in questa pagina. Le curatele e le ripubblicazioni non possono essere votate. Per votare è sufficiente inviare le proprie preferenze entro il 28 febbraio 2017 alla Segreteria (segreteriacuc@gmail.com) indicando categoria e titolo/autore del libro.

La premiazione si svolgerà come di consueto durante il FilmForum di Gorizia (29 marzo-1 aprile 2017).


PREMIO LIMINA 2016

Miglior libro italiano di studi sul cinema

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Vittorio Gallese, Michele Guerra, Lo schermo empatico. Cinema e neuroscienze, Raffaello Cortina, 2015

A partire dall’interrogativo posto da Hugo Munsterberg “Perché andiamo al Cinema”? Lo storico e teorico del cinema Michele Guerra e il neuroscienziato Vittorio Gallese, nel volume scritto a quattro mani, Lo schermo empatico. Cinema e neuroscienze, si propongono di applicare le teorie delle neuroscienze e dei Film Studies per offrire risposte e riflessioni capaci di coinvolgere il più ampio e complesso ragionamento sul rapporto tra l’uomo e l’opera d’arte. In questa felice collaborazione tra scienziati e umanisti, non solo vengono dimostrate empiricamente intuizioni rimaste sinora nell’ambito della speculazione filosofica, ma viene allargato anche l’orizzonte di quest’ultima, ponendo nuovi interrogativi e riattualizzandone altri.

Lo schermo empatico ha il grande il pregio di rivolgersi contemporaneamente sia allo studioso che al lettore appassionato e sviluppa – con chiarezza e notevole pulizia formale – una teoria importante e originale che i due autori hanno denominato embodied simulation (simulazione incarnata), vale a dire quel meccanismo grazie a cui “si può instaurare una relazione di tipo diretto e non linguistico con lo spazio, gli oggetti, le azioni, le emozioni e le sensazioni altrui, per il tramite dell’attivazione di rappresentazioni sensori-motorie e viscero-motorie nel cervello dell’osservatore”. Ecco dunque la risposta all’interrogativo di Munsterberg che Gallese e Guerra ci danno attraverso questo importante lavoro che segna l’inizio di un percorso, quello fra cinema e neuroscienze, che si preannuncia ricco di scoperte e possibilità di indagine: “continuiamo ad andare al cinema perché ci porta sempre in un mondo a un tempo credibile e fantastico, con cui il nostro essere può entrare in risonanza e farci incarnare più liberamente le nostre emozioni e i desideri”.

Best International Film Studies Book
Attribuito dall’Editorial Board della rivista Cinéma & Cie. International Film Studies Journal

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Francesco Casetti, The Lumière Galaxy. Seven Key Words for the Cinema to Come, Columbia University Press, New York 2015

The Lumière Galaxy is a compelling, outstanding, and inspiring book on what cinema became today and what tomorrow may bring, and for many a reason. Among these, to be certainly named are its fertile conciseness, its brave openness to an upcoming, and yet unforeseeable future, and its refined style.
The volume summons up an impressing range of theoretical references, putting in a productive tension classical and contemporary film theory, media studies and media archaeology, cultural and critical studies and poststructuralist thinkers. This swirling movement embraces also different cultural traditions, and builds a bridge between American and European reflection. It is no surprise that the work declared source of inspiration is Walter Benjamin, as his crucial notion of « dialectic image » might be considered in the case in point not only an abstract concept, but a very substantial way to approach and scrutinise contemporary media issues.
Furthermore, The Lumière Galaxy faces openly the drastic changes cinema and its apparatuses underwent in recent times. While never overlooking such shifts, the book points out a persistence: despite transformations, cinema perpetuates its existence in a scattered way, bringing about new forms of viewing, screening, circulating, sharing. This new life is still cinematic, as a cinematic identity persists. The Lumière Galaxy takes up the gauntlet to understand and describe this multiple existence, and instead of giving in and looking in sorrow to a lost past, attempts at diagnosing a possible future.
Finally, Francesco Casetti offers here an unequalled proof of the art of rhetorics, in the most noble meaning of the word. By choosing seven keywords to look at what is cinema today, seven concepts to talk about our cinematic experience today, he provides his readership with main entrances to understanding, and seven tools to grasp and define what the « homo cinematicus » is and will be.

Miglior traduzione italiana di un importante contributo agli studi cinematografici

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Joseph Roth, L’avventuriera di Montecarlo. Scritti sul cinema (1919-1935), Adelphi, Milano 2015 (traduzione di Leonardo Quaresima e Roberto Cazzola)

The translation is the final achievement of an insightful and savvy research spanned over decades in a twofold sense. On the one hand the outstanding survey on the relationships between Roth and the cinema started way back, and the present volume is a crystal-clear condensation and pondered selection of a multilayered work. On the other hand, the translation and critical edition complement a life-long research devoted to the birth and development of critical thinking as connected to cinema and modernity in Weimar Germany, which led Leonardo Quaresima to establish highly influential and illuminating editions both in Italy and abroad of key thinkers such as Siegfried Kracauer and Béla Balàzs.

By conveying Joseph Roth’s humorous, insightful, bright writing on cinema, the translation sheds a light on the medium’s paramount importance on the emergence of new ways to conceive subjectivity, representation, simulacra, as much as on the relevance of phenomenons like stardom, collective production, mass attendance, movie theatres, documentary filmmaking and photography as related to trauma. In making available to the Italian readership such pivotal part of the interwar European culture, the translation and critical edition greatly contribute to its deeper knowledge.


PREMIO LIMINA 2015

Miglior libro italiano di studi sul cinema

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Stefania Parigi, Neorealismo. Il nuovo cinema del dopoguerra, Marsilio, Venezia 2014

Ritornare ad analizzare il neorealismo, a sessant’anni dal suo insorgere, vuol dire – come afferma Stefania Parigi – “scavare” nella storia, nella psicologia, nell’identità del cinema italiano. Il volume affronta la stagione del neorealismo non soltanto da un punto di vista stilistico ma anche estetico, filosofico e psicologico. L’autrice, con estremo rigore metodologico, coniuga in modo straordinario la sintesi delle precedenti ricerche con un nuovo approccio di studio. La completezza della ricognizione storico-teorica riguardo al tema, in particolare per quanto concerne il rapporto fra filosofia e neorealismo, fa del volume un imprescindibile contributo agli studi italiani sul cinema.

Miglior traduzione italiana di un importante contributo agli studi cinematografici

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Torben Grodal, Immagini-corpo. Cinema, natura, emozioni, Diabasis, Parma 2014 (tradotto da Michele Guerra) 

Immagini – corpo. Cinema natura emozioni illustra lo studio del sistema corpo-cervello nello spettatore e l’autore si serve dei più moderni strumenti offerti dalle neuroscienze cognitive con l’obiettivo di proporre un nuovo approccio integrato allo studio culturale dell’esperienza cinematografica. Questo è certamente uno dei volumi-chiave per un’area destinata a cambiare parecchi aspetti dei film studies; l’ottimo progetto di traduzione e di edizione italiana da parte di Diabasis, ci offre la possibilità di conoscere uno dei volumi più importanti a livello internazionale sulle neuroscienze e il cinema.


PREMIO LIMINA 2014

Miglior libro italiano di studi sul cinema

Giacomo Manzoli, Da Ercole a Fantozzi. Cinema popolare e società italiana dal boom economico alla neotelevisione (1958-1976), Carocci, Roma 2013

In un ampio orizzonte di riferimenti, il libro prende in considerazione alcune tra le più popolari produzioni della vita italiana della seconda modernizzazione, assumendole come vitali espressioni delle dinamiche ideologiche e culturali (scoperte o latenti) del periodo e come oggetti dotati di un forte potenziale sociale e simbolico. Nel delineare un quadro storico e mediale composito e complesso, il volume si interroga sulle categorie interpretative più funzionali all’intelligenza della cultura popolare, sottolineando i pregiudizi nascosti in certi approcci, i limiti delle riscoperte trash e la rigidità di un paradigma esclusivamente estetico: merito non secondario di questo importante contributo agli studi italiani sul cinema.

Miglior traduzione italiana di un importante contributo agli studi cinematografici

Laura Mulvey, Cinema e piacere visivo, Bulzoni, Roma 2013 (a cura di Veronica Pravadelli)

Un’edizione critica che rende finalmente disponibile per il pubblico italiano, a quasi quarant’anni dalla pubblicazione (1975), il testo fondativo della Feminist Film Theory, inquadrandolo in un percorso evolutivo. Pietra miliare della teoria del cinema, della teoria del linguaggio e della storia del pensiero contemporaneo, Piacere visivo ha portato al centro del dibattito pubblico una serie di riflessioni capaci di mettere in discussione i modi della rappresentazione e i paradigmi della cultura, affermando così l’imprescindibile contributo del discorso della differenza.


PREMIO LIMINA 2013

Miglior libro italiano di studi sul cinema
Attribuito dalla CUC – Consulta Universitaria del Cinema

Vincitori ex-aequo:

Anaclerio
Gabriele Anaclerio, Il corpo e il frammento.  Memoria / Linguaggio / Rispecchiamenti / Emozioni / Sogni / Rêveries nel “personaggio-ipertesto” del cinema moderno, Bulzoni, Roma 2012

Attingendo a un spettro variegato di opere cinematografiche di autori come Sokurov, Tarkovskij, De Oliveira, von Trier, Dardenne, Fellini, Resnais o i Taviani, l’autore esplora la fisionomia e il funzionamento del “personaggio-ipertesto”, grazie al quale è possibile intravedere una relazione vitale e dinamica tra il film e il suo tramutarsi in esperienza per gli spettatori.

Cardone
Lucia Cardone, Il melodramma, Il Castoro, Milano 2012

Con una scrittura ricca e amabile e facendo tesoro di molte sollecitazioni analitiche e teoriche provenienti da campi di indagine diversi, Lucia Cardone rilegge il melodramma cinematografico italiano riuscendo nel difficile compito di individuare una consistenza di genere in un genere di cui pure evidenzia la natura mobile e dinamica e tale da assumere forme e fogge molto diverse a seconda dei contesti storici, culturali e produttivi.

Miglior traduzione italiana di un importante contributo agli studi cinematografici
Attribuito dalla CUC – Consulta Universitaria del Cinema
Thompson
Kristin Thompson, Storytelling. Forme del racconto tra cinema e televisione, Rubbettino, Soveria Mannelli 2012 (traduzione di Silvia Vacirca)

Best International Film Studies Book
Attribuito dall’Editorial Board della rivista Cinéma & Cie. International Film Studies Journal
Lobato
Ramon Lobato, Shadow Economies of Cinema, BFI, London 2012

Premio per il miglior libro sul cinema non legato alla ricerca universitaria
Attribuito dai lettori di MYmovies.it

Paolo Cherchi Usai, La storia del cinema in 1000 parole, Il Castoro, Milano 2012


PREMIO LIMINA 2012

Premio Limina Internazionale

Miriam Hansen, Cinema and Experience. Siegfried Kracauer, Walter Benjamin and Theodor W. Adorno, University of California, 2011

Miriam Hansen passed away after a long battle with cancer in February 2011, at the age of 61. The Limina Award 2012 conferred on her last book is also a posthumous homage for her whole work, in recognition of her outstanding contribution to the development of cinema and media studies during the last two decades while she was professor of Humanities at the University of Chicago. Beginning with Babel and Babylon: Spectatorship and American Silent Film, published in 1991, she expanded film history, which traditionally had generally been limited to an analytic approach to film, by looking at (female) spectatorship and the cultural implications of early cinema. She defined cinema as a form of “vernacular modernism” comprising democratic and even subversive elements. Doing so she set a new standard for film historiography and film theory.

The award goes directly to her last book edited posthumously by Edward Dimenberg: Cinema and Experience. Siegfried Kracauer, Walter Benjamin, and Theodor W. Adorno. In this masterpiece she reconstructs the reflections of the three ‘founding fathers’ of the Frankfurt School and Critical Theory on mass media and cinema, bringing her analytic results together in highly original insights into media esthetics and the theory of experience. In a certain way this also represents a return to her origins: born in Offenbach in 1949, she studied at Frankfurt University during the turbulent times around 1970 and always kept the tradition of Critical Theory in mind.

Premio Limina nazionale

Antonio Somaini, Ejzenstejn. Il cinema, le arti, il montaggio, Einaudi, Torino 2011

Il volume di Antonio Somaini rappresenta il punto di confluenza di uno studio pluriennale del teorico e uomo di spettacolo sovietico, e il sapiente aggiornamento di una traduzione italiana di studi dedicata alla figura di Ejzenstejn. Il saggio prende in esame il Leone di Riga a partire da una serie di nuclei teorici, intrecciati con la produzione artistica di Ejzenstejn: riflessioni, progetti, disegni, spettacoli e film, metodi e formule compongono il montaggio sferico dell’ineguagliabile percorso dell’intellettuale sovietico. Un montaggio patetico, destinato a debordare sui nostri giorni.

Premio Miglior traduzione

Noël Carroll, La filosofia del cinema, Dino Audino, Roma 2011 (traduzione di Jusi Loreti)

Il premio va alla traduzione di Jusi Loreti del libro di Noël Carroll La filosofia del cinema anzitutto per l’opportunità di far conoscere anche in Italia il pensiero di uno dei più influenti pensatori contemporanei, protagonista del dibattito statunitense e internazionale, oltre che impegnato da tempo in una suggestiva ridefinizione del campo dei film studies. In particolare, poi, La filosofia del cinema si fa apprezzare per come capitalizza un lungo percorso di filosofia applicata ai film e chiarisce obiettivi, metodi e risultati della propria ricerca, senza dimenticare alcun aspetto dei discorsi speculativi nati con il cinema e giunti ai giorni nostri.

Premio per il miglior libro sul cinema non legato alla ricerca universitaria
Attribuito dai lettori di MYmovies.it

Ugo Casiraghi, Vivement Truffaut! Cinema, libri, donne, amici, bambini, Lindau, Torino 2011, a cura di Lorenzo Pellizzari

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