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Contadini e racconto. Il mondo rurale nel cinema italiano dal fascismo agli anni Settanta
Peasants and story. Rural world in Italian cinema between the fascist age and the 70s

Autore | Author
Michele Guerra
michele.guerra@unipr.it

Corso di dottorato | PhD Program
Storia dell’arte e dello spettacolo
Università degli studi di Parma
Tutor Roberto Campari
2008

Sinossi | Abstract
Tra gli anni fascisti e gli anni Settanta, il cinema italiano ha raccontato il mondo contadino secondo forme e modi quanto mai vari. Il lavoro intende fornire una mappatura completa dei testi filmici a tema contadino, considerandoli nei diversi contesti che li hanno partoriti: dai documentari del Luce di gestione fascista ai coevi film propagandistici e alle commedie d’evasione; dalle contaminazioni neorealiste ai documentari governativi democristiani, fino all’esperienza del documentarismo etno-antropologico, per arrivare alle più compiute teorizzazioni degli anni Sessanta (Pasolini, Olmi) e Settanta (Bertolucci, i Taviani, ancora Olmi), senza dimenticare esperienze minori, ma degne di nota (Piavoli, Benvenuti) o risemantizzazioni politiche di una certa entità (Orsini, Vancini, Montaldo e altri). Lo studio si interroga anche intorno alla lunga problematica del film come fonte storica, della dignità dell’immagine in movimento nella ricostruzione di una storia, quella del mondo contadino, che necessita di un’assoluta dinamicità nella ricerca e nell’impiego delle fonti.

Problems tied to the rural condition of Italy had an extraordinary relevance from the 1920s to the 1970s, as all the political parties coped with such a matter. Cinema mirrored this situation in a huge number of movies, matching political, social, anthropological and even economic issues. This work focuses on the complex relationship between the very challenged topic of rurality and its cinematic depiction, trying to shed more light on one of the most relevant aspect of national identity. The thesis considers film production under Fascism (both Luce and mainstream propaganda films), and reconstructs the particular debate triggered by rurality during neorealism and the 1950s, analyzing fiction films and documentaries like those produced by the Demo-christian government and those made within the ethno-anthropological field, including interesting experiences by non-professional filmmakers as well. The last part is dedicated to the evolution of such a debate in the 1960s and 1970s.

Tesi online | Online repository
http://dspace-unipr.cilea.it/handle/1889/841

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