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L’empatia nell’esperienza filmica
Empathy in the film experience

Autore | Author
Adriano D’Aloia
adriano.daloia@unicatt.it
http://unicatt.academia.edu/adrianodaloia

Corso di dottorato | PhD Program
Culture della comunicazione
Università Cattolica del Sacro Cuore
Tutor Francesco Casetti, Ruggero Eugeni
2010

Sinossi | Abstract
Questo studio indaga con un approccio neurofenomenologico le forme strategiche di costruzione del coinvolgimento affettivo dello spettatore cinematografico. L’analisi poggia sul concetto di empatia, presente sin dalle origini del pensiero, maturato in ambiti disciplinari diversi (filosofia analitica, estetica, fenomenologia, psicologia) e in tempi recenti riaffacciatosi nel dibattito scientifico e culturale sull’onda di nuove scoperte avvenute in ambito neuroscientifico (in particolare i “neuroni specchio”). Dopo aver tracciato le diverse “genealogie” dell’empatia e ricostruito la molteplicità dei fenomeni empatici, la tesi ne propone un’accezione specifica alla luce del confronto fra la nozione di Einfühlung proposta da Edith Stein e l’intima unità di empatia motoria ed empatia emotiva descritta dallo psicologo sperimentale Albert Michotte nella prima stagione della filmologia. Ne deriva un “circuito dell’empatia” in cui meccanismi neurosifiologici, dinamiche percettive, processi cognitivi e interiorizzazione simbolica interagiscono reciprocamente. Questo “circuito” si attiva in modo particolarmente efficace nel caso delle “figure empatiche”, motivi formali ricorrenti nel cinema narrativo caratterizzati da una forte intensità sensoriale, vissuta empaticamente dallo spettatore.

In recent decades film studies have shifted their focus to the emotional and bodily level of film experience. By adopting a neurophenomenological approach, this dissertation deals with the strategies of the film spectator’s involvement in contemporary mainstream narrative films. Chapter 1 reconstructs the meanings of the notion of empathy in philosophy, aesthetics, psychology and neurocognitive research. Chapter 2 traces a genealogy of empathy in film theories, from Bergsonism to Cognitivism, and evaluates the relevance of Simulation-Theory to film studies. Chapter 3 explores the relevance of Edith Stein’s phenomenological theory of empathy to film theory and assumes it is a theoretical model to investigate the ‘intensified’ nature of both film design style and film reception. It is argued that a film is constructed and experienced on the basis of the ‘circuit of empathy’, i.e. a stratified system of different species of empathetic interaction, acting at sensory-motor, perceptual, cognitive and emotional levels with the aim of generating both an aesthetic and an intersubjective experience. Chapter 4 analyses a vast corpus of contemporary narrative films and focuses on the ‘empathetic motifs’ of involvement and their combination.

Tesi online | Online repository
http://tesionline.unicatt.it/handle/10280/788

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