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Il cinema e la voce dell’ordinario. Per una nuova filosofia dei generi
The cinema and the voice of the ordinary. For a new philosophy of genres

Autore | Author
Simona Busni
simonabusni@tiscali.it
http://unical.academia.edu/SimonaBusni

Corso di dottorato | PhD Program
Filosofia della comunicazione e dello spettacolo: teoria e storia dei linguaggi
Università della Calabria
Tutor Marcello Walter Bruno
2012

Sinossi | Abstract
La ricerca si propone di mostrare in quali termini sia possibile fare dialogare l’ordinario, il cinema e la retorica dei generi, strutturando un contesto teorico segnato dall’ipotesi di una dimensione etica della rappresentazione e dalla possibilità di ridefinire filosoficamente il concetto di genere. L’autore di riferimento è l’americano Stanley Cavell, filosofo del linguaggio, studioso del pensiero di Wittgenstein, e autore, tra le altre cose, di alcuni famosissimi libri dedicati alla storia del cinema e all’analisi dei film. Partendo da questioni linguistiche, Cavell propone una riflessione filosofica sull’esperienza del cinema, sul suo statuto cognitivo e ontologico, e sul suo rapporto con l’esperienza ordinaria, intraprendendo nella stessa prospettiva una lettura innovativa e feconda dei film – a partire dalla Hollywood classica fino poi a estendersi all’intera storia del cinema. Le questioni sollevate sono ascrivibili a un contesto multisettoriale e specialistico, che ricalca pienamente le ultime tendenze accademiche, proponendo tematiche al centro dell’attuale dibattito internazionale. In particolare il rapporto tra Cinema e Filosofia, che si sta imponendo come nuovo punto caldo nei processi di riforma degli ordinamenti e dei programmi di studi. Tre capitoli: “La retorica dei generi: da Aristotele a Stanley Cavell”, “Stanley Cavell e i generi cinematografici”, “Generi: dal cinema alla filosofia”.

This research intends to show in what terms is possible to put in conversation the ordinary, the cinema and the rhetoric of genres, in a theoretical context marked by the hypothesis of an ethics dimension of performance and by the possibility of making a philosophical redefinition of the concept of genre. The main author is the American Stanley Cavell, philosopher of language, scholar of Wittgenstein’s thought, and writer of some famous books dedicated to the history of cinema and to the analysis of films. Starting from linguistic questions, Cavell proposes a philosophical reflection on the experience of cinema, on its cognitive and ontological statute, and on the relationship with the ordinary experience, beginning an innovative and rich reading of films in the same perspective. These questions are part of a multisectional and specific context, which follows the ultimate academic tendencies, with themes involved in the present international debate. In particular, the relationship between Cinema and Philosophy, that is a fundamental point in the processes concerning the reforms of the university educational systems and of the curricula. Three chapters: “The rhetoric of genres: from Aristotle to Cavell”, “Stanley Cavell and the cinematographic genres”, “Genres: from cinema to philosophy”.

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